7 Febbraio 2026

Tempo di lettura: 7min

Il linciaggio mediatico delle persone trans minori: l’esposto contro Panorama

Gaynet

L’inchiesta di Panorama

Il 14 gennaio scorso, la rivista Panorama ha pubblicato una copertina e un’inchiesta dal titolo “Baby trans senza limiti”. L’inchiesta è proseguita con una seconda puntata, pubblicata sul numero del 28 Gennaio.

SOSTIENI L’ESPOSTO 

Si tratta di un contenuto che presenta evidenti falsità, gravi inesattezze scientifiche e un linguaggio stigmatizzante, proponendo un’inaccettabile rappresentazione distorta e sessualizzata dei minori.

Per questo motivo Gaynet, sulla base dell’attività di formazione in ambito giornalistico che la contraddistingue, e del recente corso organizzato a Roma, ha promosso e depositato un esposto articolato in due documenti formali all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ravvisando le violazioni del Testo Unico dei doveri del giornalista, con particolare riferimento agli artt. 2, 8, 11, 20 e 26.

Auspichiamo un intervento dell’Ordine e una presa di posizione chiara della società civile e della comunità giornalistica, intellettuale e accademica su un fenomeno di linciaggio mediatico sempre più sdoganato nei confronti di persone minorenni e appartenenti a una delle comunità più discriminate e bersaglio d’odio. 

L’esposto è stato sottoscritto da Rosario Coco, Presidente di Gaynet, insieme a Donatella Siringo e Anna Maria Fisichella, in rappresentanza di Agedo nazionale, Christian Leonardo Cristalli per Arcigay Rete Trans Nazionale*, Michele Formisano del CEST (Centro Salute Trans e Gender Variant), Alessio Murgia di TGenus, Andrea Ruggeri per Gruppo Trans APS, Antonia Monopoli per lo Sportello Trans di Ala Milano ETS, Minerva Uzzau di Trans Support Sassari, Roberta Parigiani in qualità di avvocata e attivista.

Vai al forma per sottoscrivere l’esposto all’ODG Lombardia

Copertina “Baby trans senza limiti”

Violazione dell’art. 11 – Persone fragili e vulnerabili

Il Testo Unico dei doveri del giornalista stabilisce che:

«Il/la giornalista deve rispettare la dignità delle persone malate, con disabilità, o comunque vulnerabili, con qualsiasi fragilità fisica e/o cognitiva e/o legata a problematiche sociali e familiari».

La copertina raffigura un’immagine creata artificialmente di minori truccati in viso, con un chiaro riferimento – per quanto stereotipato – a persone socialmente discriminate e vulnerabili, come i/le minori trans e gender diverse.

Il titolo “Baby trans senza limiti” allude alla presunta diffusione incontrollata (“senza limiti”) di queste persone, dipingendole come una minaccia, senza citare alcuna fonte. Il titolo richiama esplicitamente la cosiddetta tesi del “contagio sociale”, che non è documentata da nessuna società scientifica competente sull’argomento.

La costruzione di allarmismo si fonda su un insieme diffuso di pregiudizi sulle persone trans e gender variant, rappresentate come portatrici di negatività e disvalore nelle scuole e nelle comunità giovanili, offendendone la dignità e alimentando un grave clima persecutorio, ancor più grave poiché riferito a persone minorenni.

Violazione dell’art. 20 – Uso delle immagini

L’art. 20 del Testo Unico prevede che, quando pubblica immagini, la/il giornalista:

a) si assicura che siano rispettose dei diritti, della personalità e della dignità degli interessati e che non siano alterate in modo tale da risultare ingannevoli o da distorcere l’informazione;

b) fornisce adeguata contestualizzazione dei soggetti ripresi;

c) evita stereotipi nella rappresentazione sia degli individui sia dei gruppi;

d) si astiene dalla diffusione di immagini che possano portare a forme di spettacolarizzazione della violenza;

e) assicura la modifica tecnica delle immagini o l’esclusione di particolari dalle inquadrature quando sia necessario garantire la non riconoscibilità di persone minorenni;

f) non riprende persone in stato di detenzione senza consenso;

g) non mostra persone con dispositivi di costrizione salvo necessità di interesse pubblico.

L’immagine, sebbene artificialmente creata e non riconducibile a persone reali, rappresenta soggetti minorenni e attinge pienamente a stereotipi riferibili alle persone transgender e gender diverse.

Il pesante trucco dei minori raffigurati, associato all’espressione “baby trans”, allude a una sessualizzazione delle persone rappresentate, persone minorenni, ledendone gravemente dignità e diritti e violando i principi di tutela sanciti dalla Carta di Treviso.

Articolo “Baby trans senza limiti – Adolescenza interrotta”

Violazione dell’art. 2 – Diritto all’informazione

L’articolo non rispetta il principio della “verità sostanziale dei fatti”.

Nel testo si legge:

«La triptorelina, è bene ricordarlo, è un medicinale che impedisce agli organi sessuali».

Questa affermazione è falsa. La triptorelina sospende temporaneamente la pubertà.

Segue:

«La pubertà, infatti, non si accende e spegne come un abat-jour. Imboccata quella strada, non si torna più indietro».

Anche questa affermazione è falsa.

La triptorelina è utilizzata da oltre 40 anni, in particolare nei casi di pubertà precoce. È un farmaco dagli effetti reversibili, che può essere sospeso e che non pregiudica l’eventuale sviluppo degli organi sessuali.

Riferimento scientifico:

Efficacy and Safety of Gonadotropin‑Releasing Hormone Agonist Treatment to Suppress Puberty in Gender Dysphoric Adolescents
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27318023/

Violazione dell’art. 5 – Essenzialità e completezza dell’informazione

L’articolo non rispetta il principio di essenzialità dell’informazione che impone la ricerca dell’accuratezza “senza omettere fatti o particolari indispensabili alla completezza dell’informazione” 

a) Nell’articolo si legge: Nel nostro Paese, infatti, la disforia di genere è un terreno in cui regna ancora il caos. Si omette del tutto il contesto normativo esistente, fondamentale nel momento in cui si affronta la situazione attuale dei minori trans e gender diverse, a prescindere da quanto esso sia esaustivo: la legge 164/182 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso) le sentenze della Corte Costituzionale, 221 del 2015 e 180 del 2017, che riconoscono il diritto all’identità di genere, la sentenza della Corte Costituzionale 143/2024 che riconosce l’esistenza delle persone non binarie.

L’articolo fa riferimento a Stati Uniti e Regno Unito, omettendo altri paesi europei (Spagna, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi) che hanno confermato o aggiornato i propri sistemi di tutela.

In relazione al Regno Unito, non viene menzionato il recente studio, che mette in luce i limiti del Cass Report, responsabile della chiusura della clinica Tavistock a Londra:

McDeavitt, K., Cohn, J., & Levine, S. B. (2025). Critiques of the Cass Review: Fact-Checking the Peer-Reviewed and Grey Literature. Journal of Sex and Marital Therapy, 51(2), 175–199.
https://doi.org/10.1080/0092623X.2025.2455133

Vengono inoltre ignorate associazioni nazionali di genitori come Agedo e Genderlens, privilegiando esclusivamente il punto di vista dell’associazione Generazione D.

Violazione dell’art. 8 – Diritti fondamentali

Si omette di chiarire, a seguito delle dichiarazioni di Sarantis Thanapulos, che la condizione delle persone trans non è equiparabile a patologie come “anoressia” o “psicosi”, come stabilito dall’OMS nella nuova classificazione delle malattie elaborata nel 2018, approvata nel 2019 ed entrata in vigore nel 2022, World Health Organization, International Classification of Diseases, 11th Revision (ICD-11), che pone l’incongruenza di genere al di fuori delle patologie mentali e sotto le condizioni associate alla salute.

L’espressione “sbornia arcobaleno”, inoltre, tradisce pregiudizio e disprezzo verso una intera categoria di persone, le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgenderintersex, alimentandone la stigmatizzazione.

Violazione dell’art. 26 – Informazione scientifica e sanitaria

L’articolo fallisce nel verificare “l’attendibilità e l’autorevolezza delle fonti prima di diffondere notizie su temi ambientali, scientifici e sanitari, evitando di suscitare timori o speranze infondate e correggendo le notizie rivelatesi non veritiere”. Considerando il tema dell’articolo, che afferisce alla sfera sanitaria e della salute di persone minorenni, rileviamo come il testo non menzioni le principali linee guida internazionali sulla salute delle persone trans e gender diverse, ovvero WPATH Standards of Care, Version 8.

Altresì, non vengono considerate le Linee Guida promosse dall’Endocrine Society (2017), e più recentemente, nel 2025,quelle della German Society for Child and Adolescent Psychiatry, Psychosomatics and Psychotherapy (DGKJP):

Si ignora anche il Position paper dell’Accademia Italiana di Pediatria, Società Italiana di Pediatria, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Calcaterra et alia. 2024).

Ecco i documenti menzionati.

 

A fronte dell’affermazione virgolettata secondo la quale “Togliersi la vita tra bambini e ragazzi che soffrono di disforia è estremamente raro” , si omette di citare i dati scientifici disponibili che dimostrano una situazione diversa, non per una condizione di sofferenza intrinseca di chi vive l’incongruenza di genere, ma per la pressione sociale. In particolare:

McArthur, B. A. et al. (2025). Suicidality and nonsuicidal self-injury in transgender and gender diverse youth. JAMA Pediatrics.
https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2842556

CDC – Youth Risk Behavior Survey 2023 (MMWR)
https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/73/su/su7304a6.htm

 

 

 

CONDIVIDI DOVE VUOI

LEGGI ANCHE

  • Salute delle persone transgender: temi e dibattiti dal 2° Congresso SIGIS

    6 Febbraio 2026

  • Memoria Pop: sono solo canzonette?

    25 Gennaio 2026

  • 2025, Quanta strada abbiamo fatto!

    30 Dicembre 2025