14 Novembre 2025

Tempo di lettura: 6min

Varianza di genere e minori trans: linguaggio, salute e diritti

Gaynet

Infanzia e adolescenza trans. Tra linguaggio, salute e diritti

Si è svolto il 12 novembre in Campidoglio, a Roma, il corso di formazione promosso da Gaynet con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio sulle persone trans minori all’interno del nuovo quadro tracciato dall’OMS. L’incontro ha messo al centro la responsabilità della comunicazione e del linguaggio dei media. Obiettivo: prevenire la diffusione di stereotipi, pregiudizi e disinformazione che hanno un impatto diretto sulla salute e i diritti.

Una questione che riguarda i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Marilena Grassadonia, Coordinatrice politiche LGBT+ Roma Capitale, Rosario Coco, Presidente Gaynet.

“È una questione che riguarda i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a 360 gradi – ha commentato Rosario Coco, Presidente Gaynet. “Le persone trans sono circa l’1% della popolazione, mentre sono poche decine l’anno i minori che accedevano in Italia alla sospensione della pubertà prima delle restrizioni. Il corso ha affrontato in lungo e in largo la depatologizzazione delle identità trans, insieme al tema più ampio della varianza di genere, un fenomeno ordinario che può riguardare ogni minore e la sua libertà di vivere fuori dagli stereotipi di genere. Respingere la disinformazione e le fake news che parlano ad esempio di ‘cambio di sesso’ e ‘baby trans’ significa tutelare la libertà di ogni bambino e bambina di crescere oltre le aspettative sociali legate al fiocco rosa o blu”.

Gli interventi

Il corso è stato ospitato dall’Ufficio Diritti Lgbt+ di Roma Capitale, coordinato da Marilena Grassadonia, in collaborazione con Libellula APS e con il patrocino di AiCS Nazionale (Associazione Italiana Cultura e Sport).

Chiara Sgro – Genderlens

Dopo i saluti di Marina Grassadonia, Coordinatrice Politiche Diritti LGBT+ di Roma Capitale, il corso ha visto gli interventi di saluto del Presidente ODG Lazio, Guido d’Ubaldo, e della Responsabile politiche per l’infanzia di AiCS, Ester di Napoli. Durante i lavori si sono alternati interventi autorevoli, tra cui quelli di Roberto Baiocco, docente di psicologia dell’Università La Sapienza, e di Francesco Lombardo, Presidente del SIGIS (Società Italiana Genere, Identità e Salute). Il corso ha proposto quindi i contributi di Pasquale Quaranta, Diversity Editor del Gruppo GEDI; Chiara Sgro, Vice Presidente Genderlens; Patrizia Cupo, Responsabile Ufficio Stampa AiCS; e Alessandro Paesano, esperto Gaynet.

Francesco Lombardo, Presidente SIGIS, Roberto Baiocco, Professore di Psicologia Sapienza.

È stata inoltre proiettata l’intervista esclusiva a Jack Drescher, Professore di Psichiatria presso la Columbia University, tra i protagonisti della revisione della classificazione OMS e della depatologizzazione delle persone trans (qui il testo in inglese su Substack, qui il video in italiano).

 

L’assistenza sanitaria per i minori con incongruenza di genere

Durante il corso è emersa una distinzione chiara tra il trattamento che riguarda la sospensione della pubertà, che si può somministrare intorno ai 12 anni (stadio Tanner 2, variabile a seconda dei casi) e le terapie ormonali, che invece si possono somministrare a partire dai 16 anni.

Pasquale Quaranta, Diversity Editor Gruppo GEDI

L’importanza di un assistenza a livello locale libera da condizionamenti

Tra le raccomandazione che si possono trarre dal confronto tra gli esperti presenti, è emerso il tema delle equipe multidisciplinari che valutano la somministrazione della triptorelina, il farmaco che sospende la pubertà. Le equipe dovrebbero essere presenti in tutte le strutture sanitarie e poter lavorare tanto con accuratezza quanto con autonomia, in modo da garantire tempistiche congrue e valutazioni precise.

Inoltre, il supporto psicologico e psicoterapeutico, ha il compito di supportare i minori nel loro processo esplorativo, evitando approcci condizionati dal pregiudizio che esista a-priori un genere corretto per la persona. Questi elementi offrono uno spunto importante di riflessione in merito all’attuale discussione in Parlamento circa il ddl ‘Disposizioni per l’appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere’.

Jack Drescher, Professore di Psichiatria Columbia University e New York University

Il supporto medico non implica il concetto di “malattia”

Come ha spiegato Drescher nell’intervista:

“Nella revisione dall’ICD-10 all’ICD-11 è stato creato un nuovo capitolo intitolato “Condizioni correlate alla salute sessuale”. Le voci diagnostiche dell’ICD-10 Transessualismo (per adolescenti e adulti) e Identità di genere dell’infanzia (per bambini prepuberi) sono state rimosse dalla sezione dei disturbi mentali dell’ICD-11. La loro collocazione si trova ora in questo nuovo capitolo, rispettivamente come Incongruenza di genere dell’adolescenza o dell’età adulta e Incongruenza di genere dell’infanzia”.

L’esempio della menopausa

“Va sottolineato che – prosegue Drescher – se una condizione è elencata nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD), ciò non significa necessariamente che essa sia una malattia. Infatti, l’ICD ha sempre incluso diagnosi e codici relativi a condizioni che non sono malattie, ma che tuttavia possono richiedere attenzione medica.

Ad esempio, la menopausa ha da tempo un codice ICD, così come il parto spontaneo in gravidanza; tuttavia né la menopausa né il parto sono malattie, ma entrambe le condizioni sono elencate nell’ICD. È quindi un fraintendimento o un uso scorretto del sistema di codifica medica considerare una condizione come una malattia solo perché è presente nell’ICD”.

Il contributo di AiCS

Patrizia Cupo, Resp. Ufficio Stampa Aics, Alessandro Paesano, Esperto Gaynet

Nel corso del seminario, AiCS, ente di promozione sportiva da oltre 1 milione di persone iscritte,  ha portato l’esperienza concreta del tesseramento Alias, attivo da due anni e fortemente voluto per offrire il diritto allo sport alle persone che non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita. L’ente si è dotato di una procedura chiara, accessibile e rispettosa della privacy – oltre che di percorsi di formazione rivolti a comitati territoriali e associazioni sportive sulla costruzione di ambienti inclusivi e sull’uso del linguaggio corretto.

Importante il contributo dall’avvocata Ester di Napoli, neo coordinatrice dell’Area infanzia e adolescenza AiCS, che ha sottolineato: “Le persone di minore età non sono solo oggetto di tutela, ma soggetti pieni, protagonisti e titolari di diritti. Oggi ci collochiamo con più vigore in quel trend di empowerment richiesto dai livelli internazionali ed europei. L’Area infanzia e adolescenza  lavorerà trasversalmente, all’interno dell’Associazione, con la Commissione nazionale parità di cui sono anche componente, al Dipartimento LGBT, al settore politiche sociali, ma non solo. E anche, all’esterno, insieme a tutte le realtà che concorrano a rafforzare la voce, i sogni e i bisogni delle persone minorenni. L’incontro odierno costituisce un primo momento sinergico su di un tema che ritengo essenziale, vero e proprio punto di partenza per l’affermazione dei diritti delle persone di minore età: il linguaggio riflette i diritti fondamentali e su questo binario dobbiamo muoverci“.

 

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