orientamento sessuale

orientamento sessuale

Orientamento sessuale
           

Definizione

            L’orientamento sessuale si riferisce a un modello stabile di attrazione emotiva, romantica e/o sessuale verso gli uomini, le donne, o entrambi i sessi (American Psychological Association, 2008).

L’orientamento viene detto sessuale perché è  orientato, rivolto,  verso uno o entrambi i sessi, espresso in termini di attrazione emotiva, affettiva, relazionale  e/o sessuale.
Nello specifico, una persona ha un orientamento omosessuale quando  prova un coinvolgimento affettivo, sessuale e intellettuale prevalente, costante e duraturo, verso individui dello stesso sesso (o genere); ha un orientamento eterosessuale quando  prova un coinvolgimento affettivo, sessuale e intellettuale prevalente, costante e duraturo, verso individui dell’altro sesso (o genere). Ha  un orientamento bisessuale  quando  prova un coinvolgimento affettivo, sessuale e intellettuale prevalente, costante e duraturo, verso individui di entrambi i sessi  (o generi).

Caratteristiche

L’orientamento sessuale è una locuzione che può trarre  in inganno, perché può richiamare  attenzione sul mero aspetto sessuale  trascurando le componenti emotive, affettive e relazionali che sono, invece, parte integrante dell’orientamento.
L’orientamento sessuale non è infatti sinonimo di comportamento sessuale o di attività sessuale.

Cosa dicono i dizionari

Questa discriminazione trova riscontro anche nei dizionari.

Per il Devoto Oli la persona omosessuale è l’individuo eroticamente attratto da soggetti del proprio sesso.

Il Sabatini Coletti invece ricorda che la persona omosessuale è chi prova inclinazione amorosa e attrazione sessuale per individui del suo stesso sesso.

Ci si può innamorare di una persona dello stesso sesso anche se si è eterosessuali, come capita a Federica, il personaggio interpretato da Margherita Buy nel film Io e Lei (Italia, 2015) di Maria Sole Tognazzi, che si innamora di una donna, per la prima volta in vita sua, avendo avuto, fino a quel momento, esclusivamente relazioni con persone dell’altro sesso.

Solamente se si ritiene che eterosessualità e omosessualità siano incompatibili e rivali questa situazione presenta delle difficoltà a essere descritta.

D’altronde l’orientamento sessuale non è un recinto dal quale non si può uscire. È piuttosto il luogo ideale nel quale si preferisce stare.

 

Orientamento versus comportamento

Semplificando, il comportamento sessuale indica con chi facciamo sesso, l’orientamento di chi ci innamoriamo.
Per cui non basta fare sesso per sapere qual è il nostro orientamento sessuale.

Gli e le adolescenti si identificano come gay, lesbiche o bisex anche quando  non hanno  avuto ancora esperienze sessuali.

Molte persone assumono un comportamento sessuale per particolari circostanze (prostituzione maschile) o per la mancanza di persone dell’altro sesso (carceri, e,  una volta, l’esercito).
Ci sono persone che pur ingaggiando relazioni sentimentali con persone dell’altro sesso fanno sesso anche con persone dello stesso sesso e viceversa.

 

           La componente relazionale

L’orientamento sessuale si esprime completamente quando intessiamo  relazioni con altre persone nelle quali  vengono soddisfatti i reciproci bisogni di amore di  affetto e di intimità.
            L’orientamento sessuale va al di là dei comportamenti sessuali, e riguarda la sfera dei legami affettivi che includono tenerezze, obiettivi e valori comuni, mutuo sostegno e un costante impegno tra partner.

           Oltre ai comportamenti sessuali, che possono anche mancare, questi legami includono sentimenti, obiettivi e valori comuni, mutuo sostegno e un costante impegno tra  partner.

L’orientamento sessuale è strettamente legatori ai bisogni relazionali come l’amore, l’affetto e l’intimità. Non trattandosi  di un comportamento sessuale che riguarda il singolo individuo non può essere  tenuto per sé.

“L’orientamento sessuale definisce il gruppo di persone in cui è probabile trovare le relazioni romantiche soddisfacenti e appaganti che sono per molte persone una componente essenziale dell’identità personale”

(American Psychological Association, 2008).

L’orientamento sessuale non è sinonimo di identità di genere  identità di genere (vedi) che riguarda la percezione di se stessi e se stesse come uomini o donne, come appartenenti al genere maschile o femminile o altro accordanza (cisgender) o discordanza (transgender) col sesso biologico.
La maggior parte  delle persone omosessuali  sono uomini e donne donne cis.

 

Gli stereotipi di genere

Certi comportamenti vengono attestati all’altro genere (gay effeminati o lesbiche mascoline) a causa degli stereotipi di genere che privi di qualunque base scientifica o statistica ascrivono determinati comportamenti solamente a uno dei due sessi.

Non tutte le ragazze mascoline o i ragazzi effeminati sono necessariamente omosessuali, e, d’altro canto, non tutte le persone omosessuali sono necessariamente effeminate o mascoline.

 

eterosessismo

         La maggior parte dei personaggi dei mass media presentano modelli di affettività e sessualità eterosessuali che vengono dati per scontati e non hanno bisogno di spiegazioni a differenza di quelli omosessuali e bisex dei quali si deve sempre dare d’onde.
            Questo atteggiamento di differenza nel considerare gli orientamenti sessuali è proprio dell’eterosessimo (vedi) della società che considera  ovvio e scontato solamente l’orientamento sessuale etero, considerandolo  l’unico di default mentre quello gay e lesbico e quello bisessuale vengono considerati delle eccezioni, delle minoranze, nel migliore dei casi da tollerare.
            In realtà l’omosessualità e la bisessualità sono altrettanto naturali e normali dell’eterosessualità e i ruoli di genere influenzano anche le idee che abbiamo sul comportamento delle persone omosessuali e bisessuali.

           Persone differenti hanno esperienze molto diverse riguardo il proprio orientamento sessuale.

Alcune lo avevano chiaro prima ancora di avere avuto  alcuna esperienza sessuale. Altre hanno avuto  diverse esperienze sessuali prima di arrivare a capirlo. 

L’orientamento sessuale non è il risultato di una scelta e  in genere  emerge tra la media infanzia e la prima adolescenza. Talvolta i pregiudizi e le discriminazioni possono rendere più difficile l’accettazione del proprio eventuale orientamento omosessuale o bisessuale.

 

depatologizzazione dell’omosessualità

Dal punto di vista scientifico, l’American Psychiatric Association (APA) ha rimosso l’omosessualità dalla lista di patologie mentali incluse nel Manuale Diagnostico delle Malattie Mentali (DSM) nel 1973, e ha introdotto la definizione dell’omosessualità e della bisessualità come “regolari varianti  del comportamento umano”. Nel 1993 anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha accettato e condiviso la definizione non patologica dell’omosessualità.

Contro le terapie di conversione

L’orientamento sessuale non è né una scelta né una malattia. Per questo la comunità scientifica si è espressa più volte contro le cosiddette terapie di conversione dette anche terapie riparative. Queste “terapie”, prive di alcuna base scientifica, pretendono di poter cambiare l’orientamento sessuale delle persone  da omo a eterosessuale.
Se essere  omosessuali o bisessuali è  una normale espressione del comportamento  umano,  non c’è motivo di voler cambiare tale caratteristica.
Tali “terapie”  sono del tutto inefficaci nel modificare qualcosa che non può essere modificato. Sono anche  estremamente pericolose per la salute psichica delle persone che vi si sottopongono perché legittimano  l’idea che l’omosessualità e la bisessualità siano una condizione indesiderabile, una anomalia  da correggere.