Quante sono le persone LGBT+

 

Quante sono le persone LGBT+?

La domanda spesso aleggia in diverse discussioni. Sono effettivamente una minoranza? Ha senso definirle tali? Dipende. In alcuni contesti, anche la domanda ha poco senso (usiamo qui l’acronimo LGBT+ perchè la domanda spesso è posta in questo modo).

Una minoranza, a parte il dato numerico, è un gruppo di persone circoscritto e caratterizzato da elementi comuni quali un territorio, una etnia, una cultura, una nazionalità, una appartenenza linguistica.

Le persone LGBT+ sono invece tutte molto diverse tra di loro anche dal punto di vista di una minoranza sociologicamente intesa. Non sono circoscritte allo stesso territorio, non appartengono a una stessa etnia, o cultura, o nazionalità, non parlano la stessa lingua così come hanno diversa estrazione sociale, collocazione politica (ci sono persone omosessuali tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra).

Contrariamente a qualsiasi minoranza, devono affrontare quasi sempre un percorso di coming-out in famiglia.  L’unico significato plausibile del termine “minoranza” in relazione alle persone LGBTIQ+ è quello che indica la percezione di essere minoranza, non in senso numerico ma in senso culturale e sociale.

I Diritti LGBT+ sono diritti speciali?

Per  questo è meglio evitare l’espressione diritti gay, anche se, per brevità, è di uso comune spesso nella stessa militanza. Locuzioni tipo i diritti delle minoranze sessuali, spesso annoverata in elenchi che includono le minoranze etniche, quelle religiose, linguistiche ecc., vanno sostituite con i diritti umani negati alle persone omosessuali.  Da questo punto di vista, la domanda “quante sono le persone LGBT+” ha poca importanza. Sono gli stessi diritti, umani, non gay.

Le ultime ricerche

Dire quante sono le persone LGBT+ non è semplice anche sul piano numerico.  Secondo il sondaggio IPSOS del giugno 2023, il 9% della popolazione a livello internazionale si identifica come LGBT+.  L’Italia si collocherebbe nella media. Uno studio del Pew Research Center del giugno 2022, afferma che l’1,6 della popolazione statunitense si identifica come transgender o non binaria. Il dato sale intorno al 5,1% se parliamo della fascia 18-29 anni.  

Per quanto riguarda l’Italia, la ricercatrice Marina Pierdominici dell’Istituto Superiore di Sanità ha affermato in una intervista del 2020 che “i dati della letteratura scientifica internazionale suggeriscono che la percentuale di popolazione transgender dovrebbe essere compresa tra lo 0,5 e l’1,2% del totale. Se confermata anche nel nostro Paese, consterebbe in circa 400mila italiani”

Bisogna considerare che questi studi non possono tener conto delle persone che, per i motivi i più diversi, preferiscono non dirlo. Inoltre, se consideriamo il termine transgender come ombrello anche per le identità non binarie, il numero potrebbe essere molto più alto.

Va poi considerato che le persone non si collocano in uno dei tre orientamenti sessuali (c’è anche la bisessualità) in maniera statisticamente uguale.
Come hanno rilevato Alfred Kinsey negli anni 50 e William Masters e Virginia Johnson negli anni 60′ e 70′, le persone, pur avendo un orientamento sessuale definito, possono comunque fare, nel corso della loro vita,  esperienze sessuali e relazionali al di fuori dell’orientamento sessuale che le descrive.

La proporzione statistica dunque può variare sensibilmente.

Minority stress

Il concetto di minority stress fa riferimento ad una condizione di minoranza percepita dall’individuo, non a un calcolo statistico su una effettiva percentuale di popolazione.

In ogni caso, la questione numerica e la relativa idea di minoranza diventa irrilevante di fronte al fatto che le persone LGBT+ non rivendicano diritti specifici, ma esattamente gli stessi diritti delle persone eterosessuali, che sono loro disattesi per il pregiudizio omobilesbotransfobico.

Non si tratta di diritti speciali basati su particolari esigenze delle persone omosessuali ma degli stessi diritti di tutte le altre persone: diritto alla visibilità, alla costituzione di una famiglia, agli affetti, alla genitorialità, alla salute sessuale, che vengono loro negati in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Quante sono le persone LGBT+ è quindi una domanda che, in molti contesti, può essere inutile o a usata in modo strumentale

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