Nel 2020, l’Esperto indipendente delle Nazioni Unite ha definito le pratiche di conversione come trattamenti disumani e degradanti, paragonabili alla tortura, invitando i singoli Paesi a condannarle. Oggi 17 Paesi nel mondo prevedono divieti nazionali e almeno 13 contemplano anche sanzioni penali. Fuori dall’Europa, forme di tutela penale nazionale sono in vigore, seppure con ambiti differenti, in Canada, Ecuador, Messico e Nuova Zelanda; in Australia e negli Stati Uniti le protezioni rimangono prevalentemente limitate ad alcuni Stati o territori. In Europa, dieci Paesi hanno introdotto un divieto nazionale: Malta, Germania, Francia, Grecia, Spagna, Cipro, Belgio, Islanda, Norvegia e Portogallo. Nei Paesi Bassi la criminalizzazione è stata approvata da entrambe le Camere, ma l’entrata in vigore deve ancora essere stabilita; proposte di legge sono inoltre in discussione in Austria e Irlanda. In Svizzera esistono infine divieti a livello cantonale, tra cui quello adottato a Neuchâtel.


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