24 Aprile 2026

Tempo di lettura: 2min

Prima carta deontologica sul linguaggio LGBTQIA+

Gaynet

Prima carta deontologica LGBTQIA+ per l’Ordine dei Giornalisti

Una svolta rilevante: per la prima volta l’Ordine dei Giornalisti, in particolare quello del Piemonte,  adotta una Carta deontologica dedicata alla rappresentazione delle persone LGBTQIA+. Si tratta di un risultato che sin dalla sua fondazione Gaynet ha sostenuto, attraverso iniziative, corsi di formazione e strumenti come lo Stylebook.  È motivo di soddisfazione per la nostra associazione poter ringraziare Pasquale Quaranta, primo Diversity Editor in Italia e socio Gaynet, per essere tra i principali promotori di questa iniziativa.

Il documento, denominato Carta Arcobaleno, sarà presentato domenica 17 maggio 2026, dalle 14.45 alle 15.45, al Salone del Libro di Torino, presso lo spazio della Città di Torino (Lingotto Fiere, Padiglione 1), nell’ambito delle iniziative del Pride torinese.

Un esordio dal forte significato simbolico, proprio nella Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. La Carta è stata promossa dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte insieme al Coordinamento Torino Pride, con il contributo di professioniste e professionisti dell’informazione attivi sui temi del linguaggio, dell’inclusione e dell’etica giornalistica. All’incontro interverranno Sofia Darino (Coordinamento Torino Pride), Gabriele Guccione (consigliere dell’Ordine e coordinatore del gruppo di lavoro), Antonella Mariotti (consigliera tesoriera), Jacopo Rosatelli (assessore ai Diritti della Città di Torino) e Stefano Tallia (presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte). Modera Maria Teresa Martinengo, segretaria dell’Ordine. È prevista anche l’interpretazione in LIS, la Lingua dei segni italiana.

Un percorso iniziato un anno fa

La Carta prende forma da un processo avviato lo scorso giugno, quando il Consiglio regionale dell’Ordine ha aderito al Torino Pride, esprimendo una presa di posizione pubblica contro le discriminazioni, in continuità con i principi del Testo unico dei doveri del giornalista. Da lì è nato un tavolo di lavoro che ha messo insieme competenze diverse, esperienze professionali e sensibilità eterogenee. L’obiettivo era costruire uno strumento concreto, non solo simbolico: utile nella pratica quotidiana delle redazioni, nei percorsi di formazione e nella gestione delle notizie. La bozza finale è stata quindi sottoposta a consultazione pubblica tra le iscritte e gli iscritti, secondo una metodologia già utilizzata per altri documenti deontologici.

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