29 Novembre 2025
Tempo di lettura: 4min
AIDS, i nuovi dati sulle diagnosi e il progetto We Test
Alessandro Paesano
Le diagnosi in Italia per il 2024
Come riportano i dati dell’Istituto Superiore della Sanità, nel 2024 ci sono state 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV. L’incidenza (4 nuovi casi per 100.000 residenti.) in Italia è inferiore a quella media dei paesi dell’Europa occidentale (5,9 nuove diagnosi per 100.000 residenti).
Dal 2012 il numero più elevato di diagnosi è attribuibile alla trasmissione sessuale: in ordine percentuale decrescente maschi che fanno sesso con maschi (MSM), maschi eterosessuali e femmine eterosessuali.
Nel 2024, la proporzione di nuovi casi attribuibile a trasmissione eterosessuale è stata del 46,0% (27,9% maschi e 18,1% femmine), quella attribuibile a maschi che fanno sesso con maschi (MSM) del 41,6% e quella attribuibile a persone che usano sostanze stupefacenti del 3,8%.

Dal 2012 al 2020 si è osservata una diminuzione delle nuove diagnosi HIV, dal 2020 si rileva un aumento progressivo fino al 2023, con stabilizzazione nel 2024 rispetto all’anno precedente.
Al Registro Nazionale AIDS, nel 2024, sono state notificate 450 nuove diagnosi di AIDS, pari a un’incidenza di 0,8 casi per 100.000 residenti.
Le diagnosi tardive, restano un tema centrale della giornata contro l’AIDS
Nell’ultimo decennio è aumentata la quota di persone alle quali è stata diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (persone in fase clinicamente avanzata, con bassi CD4 o in AIDS). Nel 2024, il 40,3% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato tardivamente con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 59,9% con un numero inferiore a 350 cell/μL.
Tre le nuove diagnosi di AIDS, infine, l’83,6% riguarda persone che hanno scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di AIDS.
Quasi la metà delle persone con nuova diagnosi HIV ha effettuato il test per presenza di sintomi o patologie correlate all’HIV, 1/5 lo ha eseguito in seguito a comportamenti sessuali a rischio di infezione, solo 1 su 10 (12,9%) lo ha eseguito a seguito di controlli di routine o campagna community based.

“È necessaria una maggiore sensibilizzazione sia sulle norme di prevenzione che sull’accesso al test“, ha sottolineato Barbara Suligoi, che dirige il Centro Operativo Aids dell’Iss. “Dal 2015 è in continuo aumento la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi linfociti CD4 o con AIDS); nel 2024, due terzi degli eterosessuali, sia maschi che femmine, e più della metà degli MSM (Men who have sex with men) scoprono di essere HIV positivi quando il loro sistema immunitario è già compromesso (valori di linfociti CD4 bassi), un segno che il contagio è avvenuto da diverso tempo e che la malattia è in fase avanzata”.
“L’attenzione deve rimanere alta sull’hiv, così come sulle altre malattie a trasmissione sessuale“, ha aggiunto Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss. “Bisogna continuare a diffondere una cultura della prevenzione, soprattutto tra i giovani”.
Il progetto We Test

Per la giornata mondiale della lotta all’AIDS, il progetto We Test ha messo a disposizioni oltre 3000 test rapidi nelle associazioni e nei circoli ricreativi. Per trovare l’evento di testing più vicino, anonimo e gratuito, basta scaricare l’app One Pass di ARCO.
We test è promosso da ARC Onlus, Arcigay, ARCO, ASA Onlus, Brescia Ceck Point, Casa Arcobaleno ODV, Ceck Point Plus Roma, Gaynet, Ireos, Mario Mieli, MOS, NPS, NUDI, Plus Onlus.
L’obiettivo è rendere strutturale la collaborazione tra associazioni, circoli LGBTQIA+, e reti sociali già attive sul territorio, in modo da “portare il test dove le persone vanno” — cioè nei luoghi di ritrovo, socialità, comunità.
Il test è gratuito e anonimo: non è richiesta tessera sanitaria, né documenti — l’anonimato e la riservatezza sono elementi chiave.
Oltre al test, il personale in loco fornisce informazioni sulla prevenzione, consigli su salute sessuale e — spesso — anche orientamento a strutture di assistenza se necessario.
Altre opzioni per fare i test HIV e per le altre IST
Per maggiori e più approfondite informazioni nonchè per un orientamento specifico all’effettuazione dei test ci si può rivolgere al proprio medico curante oppure ai Servizi di HIV/AIDS/IST Counselling telefonico, quali il Telefono Verde AIDS e IST dell’Istituto Superiore di Sanità (800861061), i Servizi della ReTe AIDS nonchè più in generale i Servizi informativi delle Strutture Pubbliche e dei programmi community based delle Associazioni.
Non rilevabile = Non trasmissibile
La probabilità di tramettere l’HIV dipende dalla quantità di virus presente nel liquido biologico con cui si viene a contatto. Le attuali terapie contro l’HIV, se assunte in modo corretto e continuativo, sono in grado di ridurre la quantità di virus nel corpo fino a livelli non più rilevabili dai test di laboratorio (non rilevabile, in inglese undetectable).
Diversi studi, hanno riscontrato che il raggiungimento ed il mantenimento stabile (per almeno sei mesi) di una carica virale non rilevabile rende pressoché nullo (in inglese Untrasmittable ) il rischio di trasmissione sessuale dell’infezione da HIV in questi casi si parla di Undetectable=Untrasmittable riassunto dall’espressione di U=U.
L’accesso alle terapie e un’eccellente aderenza ai farmaci sono condizioni indispensabili per raggiungere e mantenere stabilmente la carica virale sotto il limite di rilevabilità.
Il profilattico, maschile e femminile, resta uno strumento fondamentale, in grado di prevenire la trasmissione dell’HIV e delle altre infezioni sessualmente trasmissibili (oltre che alle gravidanze indesiderate).




