31 Agosto 2025

Tempo di lettura: 3min

Mirella Souza e l’olio di silicone: una questione urgente di dignità e salute

Gaynet

Mirella Souza, una storia che non deve più ripetersi

Gaynet ringrazia Regina Satariano insieme a tutte le attiviste e le associazioni trans che si stanno impegnando per far emergere la verità sulla morte di Mirella Souza, donna trans vittima di un trattamento illegale, l’olio al silicone,  purtroppo ancora molto diffuso in una parte della collettività trans* da parte di soggetti che approfittano di condizioni di povertà, marginalizzazione e stigma sociale di cui le istituzioni non si fanno oggi abbastanza carico. Riportiamo qui il comunicato di cinque società scientifiche, ONIG, SIGIS, FISS, SIE, SIAMS,  che condanno l’uso dell’olio di silicone per trattamenti fisici legati all’affermazione di genere e annunciano un’iniziativa di informazione su queste soluzioni low cost, potenzialmente mortali, che ancora purtroppo mietono vittime.

Un tema di salute e diritti

La salute delle persone trans, di tutte le persone trans*, è una questione di civiltà, dignità e lotta all’ipocrisia alla quale nessuna istituzione e realtà della società civile può più sottrarsi. Si tratta di un lavoro lungo e faticoso che va portato avanti parallelamente su vari piani, a partire dalla sensibilizzazione della comunità stessa fino al potenziamento della rete di servizi che associazioni e istituzioni locali offrono per le persone LGBTQIA+ (vedi qui la mappa dei Centri Antidiscriminazione in Italia)

Il nostro appello, riprendendo le parole di Claudia Cavallo, attivista di ATN Napoli e socia di Gaynet, è rivolto a chiunque si trovi in questo momento in una situazione di difficoltà: non siete solə, ci sono associazioni e persone pronte ad ascoltarvi senza alcun giudizio e con l’obiettivo di aiutarvi.

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COMUNICATO INTERSOCIETARIO SUI “FILLER-KILLER” (a seguito della morte di Mirella Souza)

Da pochi giorni è morta a Pisa Mirella Souza, donna trans, sottoposta pochi giorni prima ad un trattamento “estetico” illegale, eseguito mediante l’iniezione criminale di sostanze da molti anni messe fuori legge per la loro pericolosità. Le circostanze della morte sono oggetto di indagine giudiziaria ed esse, in base all’esito dell’autopsia, dovranno essere chiarite per definire le responsabilità di un così grave evento. L’uso a fini estetici di olio di silicone e di silicone liquido è vietato dal DM 3/09/1993 proprio per la pericolosità per la salute.

In capo a chi viola tale norma, veri e propri criminali, iniettando tali sostanze, sono configurabili diversi reati tra i quali le lesioni personali volontarie e, nel drammatico caso di Mirella, se fosse confermato il nesso tra l’iniezione e la sua morte, l’omicidio colposo.

L’ONIG (Osservatorio Nazionale Identità di Genere), la SIGIS (Società italiana Genere, Identità e Salute), la FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), la SIE (Società Italiana di Endocrinologia) e la SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità) intendono richiamare l’attenzione delle Forze dell’Ordine e delle Autorità Giudiziarie, Sanitarie, degli Ordini Professionali e delle categorie che sono interessate alla realizzazione di trattamenti estetici, sul quadro che sembra emergere dalle testimonianze. Esisterebbe infatti una diffusa rete di “operatori”, privi di ogni qualifica professionale, che girano l’Italia per somministrare impunemente sostanze tossiche a persone transgender, culturisti, cittadini comuni, promettendo rimodellamenti del corpo “low cost” mettendone, senza scrupoli, a repentaglio la vita.

L’ ONIG, la SIGIS, la FISS, la SIE e la SIAMS si faranno promotrici nei prossimi mesi di un’iniziativa di informazione in favore delle persone che, in buona fede, credono di trovare soluzione ai loro problemi estetici, mettendo a rischio la salute ed a volte la vita, affidandosi a persone o organizzazioni criminali che agiscono illegalmente.

L’ ONIG, la SIGIS, la FISS, la SIE e la SIAMS

auspicano di poter condividere tale iniziativa con le Forze dell’Ordine e le Istituzioni Giudiziarie, Sanitarie, Ordini Professionali e le categorie che sono interessate, insieme con le Associazioni operanti in Italia, che proprio in occasione della tragica morte di Mirella si sono dimostrate un presidio
irrinunciabile.

 

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