8 Ottobre 2023

Tempo di lettura: 3min

Educazione Sessuale? chi si oppone favorisce abusi e violenze

Gaynet

La mozione dell’opposizione sull’educazione sessuale

Ci risiamo. Durante una discussione in Parlamento dello scorso giovedì 5 ottobre sulla scuola e il diritto allo studio, alcune parlamentari dell’M5S hanno proposto un emendamento per inserire l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole.  L’onorevole Sasso della Lega ha replicato “Se proprio ci tengono a fare educazione sessuale a bambini di 6 anni se la facciano nelle loro sedi di partito e non approfittino della scuola, senza il consenso dei genitori, obbligando dei bambini alle loro porcherie”.

Il quadro internazionale e le linee guida annunciate

La vera porcheria, dovrebbero capire l’onorevole Sasso e tutta questa maggioranza, è che l’Italia è l’ultimo tra i Paesi fondatori UE a non prevedere nei programmi scolastici l’educazione sessuale e affettiva. Nell’Unione rimaniamo tra i pochi Paesi a non avere una legge nazionale che la renda strutturalmente presente nelle ore curricolari, insieme a Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia e Polonia. Dopo gli ultimi annunci del ministro Valditara, non si sono ancora viste azioni concrete. Circola una bozza di linee guida per un piano contro la violenza di genere ispirato al “Piano Nazionale per l’Educazione al Rispetto” del Ministero del 2018, che non conteneva neppure una volta le parole sessualità, omofobia, omosessualità.  Nella bozza di Valditara sembra che tutto sarà ancora una volta lasciato all’iniziativa delle scuole e del personale docente, che dovranno vedersela da sé per trovare risorse tra un progetto e l’altro. Affrontare il tema educazione sessuale in modo emergenziale, in realtà serve a poco.

I fatti oggettivi ignorati da chi si oppone all’educazione sessuale

Parlare di rispetto può voler dire tutto e niente, se non si affrontano le cause dei fenomeni di violenza e discriminazione e se non si mette in campo un approccio comprensivo che abbracci i temi medico-sanitari, sociologici, dello sviluppo, culturali. Non a caso, linee Guida dell’UNESCO del 2018 parlano di educazione sessuale “comprensiva” già dai 5 anni, mentre quelle dell’OMS, del 2010, di educazione sessuale “olistica” da 0 a 18 anni. (Standard OMS sull’educazione sessuale nelle scuole (Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità)

Il mantra di una certa propaganda è quello che urla allo scippo rispetto alla libertà educativa delle famiglie. Intanto, secondo il Garante dell’infanzia, il 90% dei maltrattamenti su minori avviene in famiglia. I dati dell’UNESCO mostrano come nella fascia d’età tra 15 e 19 anni ci siano ancora circa 10 milioni di gravidanze non desiderate, a cui si accompagnano complicazioni, le quali costituiscono la principale causa di morte nella stessa fascia d’età.

Se si parlasse di razzismo, di informazioni sanitarie o di sicurezza si invocherebbe anche qui la libertà educativa?

L’educazione sessuale previene abusi e violenze

L’OMS afferma chiaramente, dati alla mano, che l’educazione alla sessualità educa al consenso e previene abusi sulle minori e sui minori. In Italia, abbiamo a che fare con la solita propaganda estremista che si attacca alla favola della masturbazione infantile, ignorando il contesto scientifico e le modalità con le quali l’OMS utilizza questo termine. 

In un’epoca in cui la comunicazione digitale abbatte qualsiasi barriera, bisogna fare chiarezza: chiunque si opponga all’educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole è direttamente responsabile della cultura ipocrita e reazionaria che alimenta ignoranza, stupri e abusi su bambini e bambine.

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