Cinema LGBT e censura: dal Codice Hays all’Italia post fascista

Gaynet promuove il terzo dei seminari previsti dal progetto “informazione e persone LGBTI”, realizzato con il sostegno dell’UNAR. 

Dove seguirlo 

L’iniziativa è prevista per venerdì 14 maggio, ore 11:00, ed è intitolata “Dal codice hays all’Italia post Fascista Seminario sulla storia della censura cinematografica“. 

L’evento avrà carattere pubblico e potrà essere seguito sui canali Facebook eYouTube di Gaynet. 

Sintesi

La censura cinematografica è per lo spettatore comune una presenza spesso inavvertita, per autori e produttori ha rappresentato un vero e proprio incubo, per storici e studiosi una miniera d’oro di informazioni, aneddoti e materiale per la ricostruzione filologica di opere altrimenti sforbiciate, stravolte, mutilate. 

In più di 100 anni, la censura cinematografica italiana è riuscita a segnare profondamente la storia del nostro cinema, attraversando le epoche: dal cinema muto, al regime fascista, agli anni della Democrazia Cristiana, ai cambiamenti post-sessantottini, agli anni ’80 dell’home video e delle tv private, arrivando sino ai giorni nostri. 

Un istituto che ha visto nel corso degli anni, allargare sempre di più le proprie maglie che hanno imbrigliato il cinema, soprattutto a cavallo tra gli anni ’50 e ’70. 

Risale al 1913 la prima Legge che introduce un intervento censorio sulle proiezioni, “allo scopo di impedire la rappresentazione di spettacoli osceni o impressionanti o contrari alla decenza, al decoro, all’ordine pubblico, al prestigio delle istituzioni e delle autorità”. Nel 1923 un Regio Decreto istituisce una vera e propria Commissione.

Nel 1926 viene introdotta la tutela dei minori, con un decreto che introduce il divieto alla visione di alcuni film ai minori di 16 anni. Durante il Ventennio, la censura assume un carattere prettamente “preventivo”, volto anche ad “istruire” il popolo italiano ai valori del regime.

Nell’Italia repubblicana, ad un anno dall’entrata in vigore della Costituzione, venne varata la Legge 958 del 22 dicembre 1949 che sostanzialmente conferma tutte le disposizioni contenute nel Regio Decreto del 1923, compresa la casistica delle scene da proibire: “scene, fatti e soggetti che incitino all’odio tra le varie classi sociali”, “spettacoli offensivi, oltre che del buon costume, della morale, della pubblica decenza e dei privati cittadini; di spettacoli contrari alla reputazione e al decoro nazionale o all’ordine pubblico, ovvero che possono turbare i buoni rapporti internazionali; di spettacoli offensivi del decoro e del prestigio delle istituzioni e delle autorità pubbliche, dei funzionari e degli agenti della forza pubblica”. 

Solo nel 1962 viene approvata una nuova Legge, la n° 161 del 21 aprile 1962, sulla “Revisione” dei film e dei lavori teatrali, in vigore sino al 1998 per le opere teatrali e sino al 2021 per la cinematografia.

Il 7 dicembre 2017 il Decreto Legislativo n° 204 prevedeva la nascita di una nuova Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche e l’approvazione del relativo regolamento di funzionamento: in attesa che la Commissione fosse effettivamente costituita, le sette sezioni della Commissione per la revisione cinematografica ex Legge 161/1962 avrebbero continuato ad esercitare le proprie funzioni, dando il proprio parere per la concessione del “nulla osta” prima della proiezione in pubblico. 

Con il decreto firmato il 5 aprile 2021, sottolinea il ministro della Cultura Franceschini, viene “definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”. 

Programma

Dopo i saluti istituzionali di Triantafillos Loukarelis, dirigente UNAR, e l’introduzione di Franco Grillini, presidente di Gaynet, interverranno: Mauro Giori, Ricercatore (Università degli Studi di Milano), Vincenzo Patanè, Giornalista, scrittore, critico cinematografico, Anna Fiaccarini, Responsabile Biblioteca Renzo Renzi e archivi extra filmici (Cineteca di Bologna), Enrico Salvatori, Autore e regista televisivo. Conduce Daniel N. Casagrande, Giornalista, critico, direttore Queer Lion Award. Curatore, moderatore, e relatore sula storia del Codice Hays.

“Il cinema – dichiara Franco Grillini – è il luogo di produzione dell’immaginario collettivo. Il cambiamento nel cinema è stato un elemento essenziale nell’evoluzione del modo di pensare all’omosessualità, fornendo, progressivamente, modelli che rispetto al proprio contesto rappresentavano un avanzamento positivo nella rappresentazione delle persone LGBTI. In questo senso vanno ricordati il film Mourice, tratto dal romanzo postumo di Norman Foster, con Hugh Grant, La scelta, di Rupert Everett, My beautiful laundrette, con Daniel D. Lewis, Ernesto, tratto dal libro postumo di Umberto Saba, La patata bollente con Renato Pozzetto e Massimo Ranieri. Ripercorrere la storia della censura e del suo impatto sul cinema LGBTI significa conoscere i meccanismi che hanno in buona parte guidato l’evoluzione dell’opinione pubblica sulle tematiche arcobaleno”.

Relazioni

Mauro Giori. Ricercatore (Università degli Studi di Milano). Autore di “Omosessualità e cinema italiano: dalla caduta del fascismo agli anni di piombo” (UTET).

  • La censura stabilita dalla legge Andreotti.
  • Veto di Andreotti sull’argomento omosessualità. Le conseguenze.
  • Il giro di boa alla fine degli anni ’50: il passaggio dal silenzio al “panico morale”.
  • Censura: passaggio da un “divieto radicale” a una serie di “negoziazioni” .
  • Il ruolo della magistratura.
  • Nuova svolta alla fine degli anni ’60: riduzione delle “negoziazioni” e sfruttamento del “limite dei divieti”
  • Nuove possibilità di rappresentazione: verso la “pornografia” e il pretesto storico-letterario

Vincenzo Patanè. Giornalista, scrittore, critico cinematografico. Autore di “10 Classici del cinema gay” (Cicero) e curatore dell’edizione italiana de “Lo schermo velato” di Vito Russo (Baldini & Castoldi).

  • I vari tipi di censura: sesso, violenza, religione, politica.
  • La censura nelle diverse fasi: la produzione, lo sceneggiatore, il regista, la distribuzione.
  • I casi più clamorosi di censura.
  • I casi più clamorosi di censura di film LGBT.
  • I film vietati ai minori di 14, 16, 18 anni.
  • Tre casi LGBT emblematici: “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini, 1975; “Io, Caligola” di Tinto Brass, 1977; “Querelle de Brest” di Rainer Werner Fassbinder, 1982. 

Anna Fiaccarini. Responsabile Biblioteca Renzo Renzi e archivi extra filmici (Cineteca di Bologna). Coordinamento organizzativo di “Italia Taglia”, progetto di ricerca sulla censura cinematografica in Italia.

Riveduti e corretti: le “seconde edizioni” sono di particolare frequenza in ambito televisivo. La produzione di cosiddette “edizioni successive o riedizioni”, muove da un obiettivo piuttosto intuibile. Ripresentato in versione “riveduta e corretta” (di solito con tagli più o meno evidenti al visivo e/o al sonoro) un lavoro in origine “vietato” può confrontarsi con il grande pubblico televisivo. Ciò che il meccanismo produce nell’immediato è, difatti, l’abbassamento o, nei casi migliori, la totale eliminazione  del divieto del film, permettendo la messa in onda di testi altrimenti proibiti. La storia delle “edizioni successive” della nostra cinematografia, ad oggi poco nota e perciò piuttosto intrigante, assume infine una certa rilevanza se collocata nella più ampia questione della “diffusione della cultura cinematografica”. 

Enrico Salvatori. Autore e regista televisivo. Esperto di archivi audiovisivi e di storia radiotelevisiva.

  • La programmazione cinematografica in TV prima e dopo la legge Mammì del 1990, che ha introdotto i criteri dei nulla osta cinematografici al piccolo schermo.
  • La regolamentazione dei contenuti nella TV italiana, dalle origini ad oggi. Dal controllo governativo a quello parlamentare (con la riforma del ’75), l’apparato delle norme che ha distinto e distingue il piccolo schermo dal grande schermo, e i casi storici più emblematici.
  • La questione LGBT raccontata dalla TV italiana nel corso della sua storia, in un alternarsi di prudenze e concessioni di spazi, con il cambiamento e l’evoluzione del costume e della società civile.   

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