Legge Contro l’Omofobia

Legge Contro l’Omofobia

La legge contro l’omofobia è l’espressione con la quale ci si riferisce a  una legge che contrasta le discriminazioni e le violenze basate su identità di genere e orientamento sessuale.

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948L’Articolo 2 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 contiene due indicazioni relative allla tutela dalla discriminazione:

«Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità»

 

L’articolo 7 proibisce ogni forma di discriminazione:

«Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione»

Nel 1994, il Comitato per i Diritti umani delle Nazioni Unite ha equiparato per la prima volta, nel caso “Nicholas Toonen vs. Australia”, la menzione “sesso” a quella di “orientamento sessuale”.
Storicamente, la menzione relativa all’orientamento sessuale è stata introdotta nelle leggi dei Paesi UE a partire dalla pubblicazione della Carta di Nizza (2000), poi divenuta Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea nel 2007, mentre la menzione dell’identità di genere è entrata stabilmente nel diritto europeo con la Direttiva UE 95/2011. 

L’Italia rimane, ancora oggi, l’unico Paese nell’Unione Europea insieme a Polonia, Bulgaria e Repubblica Ceca a non  avere una Legge Contro l’Omofobia o ad annoverare l’orientamento sessuale e l’identità di genere come caratteristiche protette nelle legge che contrasta i crimini d’odio.

Non è infatti stato possibile far approvare dai due rami del parlamento italiano  una legge di contrasto all’omolesbobitransfobia. Il cosidetto DDL Zan “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità” ha ottenuto la sua approvazione alla Camera il 4 novembre 2020 ma successivamente si è arenato durante la sua approvazione al Senato nel 2021.

Ddl Zan: molto di più di una legge contro l’omofobia.

Legge Contro l'Omofobia“Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità” è il titolo del ddl Zan. Nell’articolo 1 del testo viene specificato che “per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico; per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”.

cosa prevede?

Il provvedimento prevede: la reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6mila euro per chi commette atti di discriminazione fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”; il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi; la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi. Per qualsiasi reato commesso per le finalità di discriminazione o di odio la pena viene aumentata fino alla metà; il condannato per può ottenere la sospensione condizionale della pena se presta un lavoro in favore delle associazioni di tutela delle vittime dei reati.

Il testo della legge Zan, da tutti indicata come la Legge Contro l’Omofobia, prevede il sostegno ai centri antidiscriminazione e alle case rifugio per dare riparo e sostegno alle persone bersaglio di crimini d’odio  sull’esempio di quanto fatto per difendere le donne bersaglio  di stalking. 

Viene anche stabilita la celebrazione nelle scuole e nelle pubbliche amministrazioni della giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, il 17 di maggio con l’obiettivo,di “promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari dignità sanciti dalla Costituzione”. Viene anche prevista un’attività di monitoraggio a cadenza triennale, da parte dell’ISTAT l’elaborazione di una strategia nazionale d per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni a parte dell’UNAR. 

La giornata nazionale contro l’omofobia celebrata il 17 maggio () è una ricorrenza promossa dal Comitato Internazionale per la Giornata contro l’Omofobia e la Transfobia e riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite. Si celebra dal 2004 il 17 maggio di ogni anno. È dedicata alla promozione della cultura del rispetto e dell’inclusione, nonché al contrasto dei pregiudizi  e delle discriminazioni.
Il ddl Zan ne riconosceva l’importanze in termini di sensibilizzazione nei confronti delle scuole, nel rispetto del “piano dell’offerta formativa” e del “patto educativo di corresponsabilità” (articolo 7, comma 3), che dipendono più in generale dalla legislazione in materia scolastica 

Oggi in Italia

Ancora oggi l’Italia è uno dei pochi paesi europei a non avere una legge che protegga adeguatamente le persone dal pregiudizio basato sull’identità di genere e l’orientamento sessuale. Nelle scorse legislature ci sono stati vari tentativi di colmare questa lacuna. Tra questi  ricordiamo il disegno di legge presentato dal deputato Ivan Scalfarotto: approvato dalla Camera, non fu mai approvato al Senato. 

L’ultimo disegno di legge è stato portato avanti dal deputato del Partito democratico Alessandro Zan, che nella stesura ha preso spunto da cinque precedenti proposte di legge, fra cui quelle di Alessandra Maiorino (M5S), Laura Boldrini (PD) e Ivan Scalfarotto (IV).

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