24 Ottobre 2023

Tempo di lettura: 2min

Milena Cannavacciuolo, l’abbraccio della collettività LGBTQIA+

Paola Guazzo

Il primo incontro con Milena Cannavacciuolo

Scorro la memoria web e ritrovo il mio primo incontro con Milena Cannavacciuolo. Milano, Festival Fuorisalone, alla Casa delle donne: Domenica 5 ottobre11.00 –  “(Perché ne fate) una questione di stato. Dirsi lesbica nell’era del queer”, dibattito con Katia Acquafredda, Milena Cannavacciuolo, Paola Guazzo, Barbara Mapelli, Anita Sonego, Stefania Vulterini. Era una Milena con taglio di capelli cool, al centro di quel processo di apertura e diffusione della vita lesbica che aveva sulle giovani di Instagram il suo caposaldo. Una vita Netflix, anche. Lezpop, il sito lesbico fondato da Milena, svettava, creava tendenze nuove, linguaggi mai percorsi, senso di comunità.

Ci fu poi una colazione comune, presente anche Liana Borghi, mia cara amica ( posso dirlo senza personalismi) recentemente scomparsa. RIcordo l’attenzione e il dialogo tra lei, accademica e fondatrice dei lesbian and queer studies in Italia, e Milena. Liana le disse: “Tu fai cose interessantissime. E puoi fare ancora molto per le giovani”. E fu così. Lezpop fu IL fenomeno lesbico in Italia, fino a pochi anni fa. La sua traccia di commistione tra cultura pop e cultura dei diritti, che ci ha fatto sorridere, appassionarci e creare comunità resta indelebile. Sono orgogliosa di avervi partecipato.

Milena Cannavacciuolo durante la crisi del movimento lesbico 

Il mio secondo incontro con Milena Cannavacciuolo si è svolto a Roma, in piena crisi del movimento lesbico, il 24 febbraio 2018. Dove sono le lesbiche? Lesbiche a confronto su identità lesbica, principio di autodeterminazione, rappresentanza, procreazione/genitorialità, rivendicazioni. Questo il titolo dell’incontro, organizzato da Rossana Praitano, al quale era presente una congrua rappresentanza del lesbismo politico italiano. Anche qui ricordo l’apprezzamento di Bianca Pomeranzi, storica lesbofemminista romana recentemente scomparsa, verso il lavoro di Milena. Ricordo altresì il disprezzo di Cristina Gramolini di Arcilesbica verso la cultura pop che Milena rappresentava nel suo sito. Animus meminisse horret.

L’emorragia celebrale e la nuova vita a Milano

Al di là comunque dei posizionamenti personali e politici e delle polemiche anche aspre che hanno distrutto il movimento lesbico italiano a partire proprio da fine anno Dieci, ricordo la piacevolezza di venti minuti trascorsi con Milena ridendo e mangiando un panino sulla soglia, mentre fuori pioveva. Questi affetti incidono.

Ora penso a lei, al suo miracoloso sopravvivere a un’emorragia cerebrale a Venezia due anni fa. È tornata a casa sua a Milano. Ha bisogno di essere aiutata da tutta la comunità. Lei, che non sopportava le brutte fini e le colpevolizzazioni di certi film lesbici, che chiamava “poiana”, ha bisogno di noi adesso per scrivere una sceneggiatura di vita al suo e nostro film. Forza Milena.

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